Levanto 28-19


Da quando la distrofia muscolare ha colpito in massa il gruppo la compagnia è ridotta ai minimi termini…….pochi ma buoni …..ma sopratutto belli! Ale e Monty in intimità……come ai vecchi tempi. Il viaggio in autostrada è sopratutto un cammino a ritroso nei ricordi. Siamo talmente rapiti dalla conversazione che canniamo pure l’uscita Levanto. Tutto ciò ci costerà la bellezza di 5 euri per aver percorso appena 10km in più. Del resto si sa……in Liguria ti devi frugà. Arrivati a Levanto troviamo un apparato di polizia/stato/repressione paragonabile ai tempi del sequestro Moro, parcheggiare a gratis è REATO! Nazi-poliziotti sotto i loro nazi-rayban scrutano ad ogni angolo il nostro titubante incedere. Con una mossa a sorpresa ripieghiamo verso il Cimitero confondendoci con i fedeli, e nei paraggi riusciamo a conquistarci un angolino tax-free.

La giornata si preannuncia uno spettacolo. Una tavolozza di colori incredibile: il turchese del mare, il verde della macchia mediterranea, il giallo dei prati già aridi e il rosso della terra ferrosa si alternano con maestria. E’ tardi abbestia. Scombussolati dal cambio d’ora risaliamo lentamente lungo la litoranea in direzione Bonassola Monte Guitarola. La salita è dolce, assolata e accarezzata dalla brezza primaverile. Tutto intorno uno scenario 4K ultraHD amoled: borghi arroccati, boschi, campanili ed ecomostri si stagliano sullo sfondo del mare.

Dopo circa 8km seguiamo l’indicazione del 28-19 lasciando l’asfalto e percorrendo una carrareccia compatta e sabbiosa che, attraverso un mangiaebevi a tratti ostico, ci porta all’imbocco della discesa. I cancelletti di partenza stile SUPERG ci fanno ben sperare. Dopo una prima parte flow, inizia il bike park con poca roccia e tanti salti; occhio perchè la maggior parte di questi  ha la buca sotto e se siete troppo lenti (o peggio volete copiarli) vi ammazzate. Si passa quindi ad un bellissimo tratto roccioso e panoramico…….peccato che l’inquadratura della cam riprenda solo il culo di Ale (che per quanto bello è un pò riduttivo). Si giunge quindi ad un largo spiazzo in corrispondenza di una cava. Di qui si prosegue su un tratto di carrareccia sfondata con grossi canaloni. Arrivati su asfalto proseguiamo a spinta dritti sul Monte delle Streghe. Lo spintage è ampiamente ripagato da un single track ultrapanoramico che, su un fondo di terra e sassi , scende verso il mare attraverso una serie di tornantini stretti. Alla fine della discesa siamo sfatti. Il fondo sconnesso che caratterizza buona parte di tutta la linea fa lavorare costantemente gambe e braccia…..parliamo di circa 6km in totale!!

Ore 13.00. Ciuccio controvoglia un pò di sali che mal si sposano con lo smunto panino che in fretta e furia mi son preparato all’alba. Per contro Ale tira fuori una piadina da 29″ farcita con  mari e monti dalla devota moglie. Beh mi son sentito un pò stronzo; sono talmente indispettito da tale disparità di trattamento che rifiuto più volte un assaggio.

Riprendiamo quindi la stessa salita dell’andata ma deviamo dopo 5km a sx verso Framura. La leggera discesa su asfalto è una manna per le gambe. Giungiamo  quindi nel paese di Montaretto, passiamo a fianco del Ristorante Lorella e facciamo una breve sosta per rifornimento idrico all’eclettico circolo Arci dove bandiere del Che e del PD convivono senza ritegno. Di lì a poco troviamo, in corrispondenza di un tornante, i cartelli CAI. Seguiamo per 661 Bonassola, un sentiero largo e immerso nella macchia, a tratti insidioso per sassi smossi ed escursionisti attempati. La discesa prosegue sul Monte Grosso con un terreno tipicamente sabbioso. Giunti al Salto della Lepre, un belvedere di scogli che si affaccia sul mare, potrete riporre l’armatura: difatti il sentiero in costa che porta a Bonassola è in piano e invaso dai turisti, pedalare è quasi impossibile. In prossimità del paese un pò di urban downhill e quindi una breve sosta al Bar per ritemprarci con un Cocacolino ( ma sopratutto col culo della barista).

Barzotti affrontiamo quindi l’ultimo tratto di asfalto che da Bonassola porta sul crinale di Scernio. La luce che comincia a calare, il fiato che si allunga, i turisti che bivaccano come lucertole sulla spiaggia. Rilassati e dondolanti raggiungiamo Scernio: 4 case buttate là alla meno peggio. Il cartello CAI sulla Dx è ben visibile: dal menù scegliamo SVA Levanto. La prima parte, circa 400m, è un modesto stradello di campagna, buono per pisciare; giunti al crocevia tagliamo dritto il tornante e proseguiamo su roccia in uno scenario lunare.

A Levanto, un ultimo strappetto per recuperare la macchina, quindi in borghese ci concediamo una passeggiatina romantica e defatigante in paese. Birra e focaccia genovese a suggellare una giornata perfetta.

(a seguire 11 euri di autostrada!! li mortacci loro…..)

31km 1350m+





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