La Pimpa a Massa Marittima


L'altra sera in Pizzeria gongolavo rimirando i miei figli tutti insieme riuniti a tavola; senza farmi notare, come un padre apparentemente padrone ma in fondo devoto.
Abbiamo pianto il nostro monte distrutto e abbiamo accolto quelli che sono tornati, ognuno con la propria storia di sofferenza chiusa nel pugno. Abbiamo brindato, ballato, diviso il pane e i pesci, perchè la Pimpa è tornata, prolifica e colorata come non mai! Poi in chat non trovi mai un'anima per pedalare.... ma siamo fatti così....scostanti come cagne.

7.15 Vicarello. Non ci credo. Stropiccio gli occhi sempre assonnati. Mi do un paio di schiaffetti sul viso. Niente da fare......è proprio lui. IL FAMI C'E'! ed è pure in perfetto orario. Vorrei abbracciarlo ma non posso, è inattaccabile da ogni lato: pare un favollo da quanto si è gonfiato in palestra. Al bacone del bar recuperiamo due anni persi in chiacchere mentre aspettiamo lei.....la fja del gruppo, Ale......oggi stranamente in ritardo. Mentre pensiamo al peggio (silk epil grippato o una fellatio finita male) vediamo passare sulla strada a 3 metri da terra la sua Specialized Enduro. Convenevoli di rito e finalmente partiamo. Destinazione MASSA MARITTIMA.

Il viaggio è lungo ma scorre veloce, il Fami è un fiume in piena. Mi racconta che ha smesso di farsi, di sfarsi e gonfiarsi. Il cambio di indirizzo di Facoltà e l'esperienza a Pomaia (ovvero il Tibet denoartri)  lo hanno profondamente cambiato. Accanto a me non c'è più un peso per la società ma un giovane adulto pieno di ambizioni, idee e prospettive. Obiettivamente mi piaceva di più l'altro Fami...

10.30 Massa Vecchia. Si respira PROAGGINE nell'aria. Bicione da 6000euri, salti di 2 metri sulla pumpa track, furgoni e vessilli dei vari team dappertutto, bimbi di 6 anni biondo-ariano che anzichè scansarti ti hollano direttamente. Nel tentativo di nascondere i nostri cenci strappati ci rifugiamo dietro Ale, l'unico con una parvenza da poser, e cerchiamo di ostentare sicurezza iniziando a parlare uno slang hypertecnico senza senso (alla Masserini per intendersi).

Prima che la Direzione del Resort ci scopra ci allontaniamo dalla tenuta e raggiungiamo l'area trail percorrendo 500m della A1. Sono già le 11 e ancora non abbiamo attaccato la prima salita. Sarà la giornata spettacolare, la trasferta, il Fami ritrovato, i 5kg persi, lo iodio nell'aria o la dieta a base di titanio ma CRISTO mi sento da DIO! Dopo circa mezz'ora raggiungiamo l'imbocco dello Spaghetti, un travelgum (da percorrere in salita) che consente di tagliare via un bel pezzo della carrareccia che porta sulla cima del Monte Arsenti. La scorciatoia si rivela un discreto dito in culo con tornantini stretti e continui rilanci spezza reni. Tra cartelli, mappe e app riusciamo a raggiungere il famoso Capanno dove campeggia il vessillo dei Trail Brothers (foto di rito). Come narrano le leggende qua l'acqua sorgiva non scorre ma si trova imbottigliata allo stato naturale; le offerte dei bikers consentono che il miracolo si ripeta giornalmente per tutto l'anno.

Di li a poco ci ritroviamo sullo spiazzo al Monte Arsenti circondati da trails, ognuno con una sorta di cancelletto di partenza e cartello western-style. Sul versante nord scendono SCOPINE e INSOGLIO, su quello sud (verso Massa Marittima) troviamo da ovest a est CICALINO FREERIDE, BONATTO, ROCK&ROLL QUEEN e BENEDETTO.  

Seguendo il consiglio del BRO' optiamo per una discesa sul versante Nord poco impegnativa, giusto per scaldarsi un pò. SCOPINE si snoda veloce nella vegetazione bassa e avvolgente alternando dritti a manetta, curve a iosa e sporadiche compressioni. Con la scusa di ricompattarci cerco di frenare l'entusiamo di Ale imponendo una sosta per aspettare il Fami. Il silenzio del bosco lascia presagire il peggio quando eccolo arrivare sornione  e sorridente come al solito; la lunga parentesi su bitume, culminata nel Tuscany Trail, si fa sentire. L'ultima parte delle Scopine si fa vagamente più pendente, sporca e un pò scavata ma pur sempre piacevolissima. Scopine archiviato: podio per Ale, a ruota un Monty al limite e per finire il Fami entusiasta.

Se eccettuiamo i primi 100m, la risalita verso l'Arsenti è un vero piacere; abbracciati dal bosco silenzioso ma brulicante di vita risaliamo su strada bianca i 250 metri di dislivello persi. Ritmo blando nel tipico spirito Pimpa.

Giunti in cima decidiamo di levarci subito il pensiero e proseguiamo sul Rock & Roll Queen, il trail più impegnativo del comprensorio; del resto col Fami il pranzo potrebbe prendere una piega lisergica quindi è bene non rischiare. Le difficoltà maggiori le incontriamo nell'individuazione del sentiero; al di là dei bivi "easy line" e "hard Line" è proprio l'uniformità del terreno e della vegetazione che disorienta. La parte alta comunque si caratterizza per qualche tratto più roccioso e qualche ripido in più ma nel complesso risulta un trail poco impegnativo alle nostre basse velocità. La hardline invece è tostissima e forse più votata alla DH, o magari facciamo caà noi punto e basta; sta di fatto che la giornata ha preso una piega goliardica e non abbiamo voglia di sghignarci, tanto più che solitamente al dolore fisico segue la derisione da parte del gruppo. Intercettata la carrareccia il sentiero cambia radicalmente e si fa spudoratamente DH con salti, drop e linee veloci su terra rossa che tagliano un'ampia area di disboscamento. La bassa vegetazione regalerebbe anche un discreto panorama lato mare ma siamo troppo impegnati a  PESTARE COME MAIALI.

14.15 Rientro a Massa Vecchia per il lunch. La location è veramente bella: un vecchio podere, ristrutturato a cotto e travicelli, con cucina a vista e l'originario vecchio forno in pietra. La formula è veramente easy: 10 euri e mangi a buffet quello che ti pare (ovvero quello che rimane), bevande escluse. Con la lungimiranza di uno gnocco di patate mi riempio il piatto di pizza, pasta, spezzatino e piselli; birra a fiumi e rutto libero. Verso la fine dell'abbuffata mi si rompono le acque e vengo portato d'urgenza in bagno per partorire il piccolo James: 3.7 kg, maschio e nero. A seguire caffè e dolce.

15.30 Travaglio, digestione e afa abbattono drasticamente le performance. Risaliamo a passo d'uomo verso la Cima dell'Arsenti, accompagnati da una simpatica combriccola di cinghiali richiamati dalle continue eruttazioni del Monty, vittima dell'ernia iatale e della sua stessa ingordigia. Consci delle nostre condizioni operiamo una spending-review sul programma originale eliminando tutto il sacrificabile. Cricetiamo lo Spaghetti una seconda volta e, dopo un'amnesia di gruppo, ci ritroviamo increduli sul piazziale dei Trails.

Come da tradizione la discesa ci porta conforto. Il superflow del BONATTO, fatto a cannone, è come una doccia gelata post sbornia......effetto rigenerante 100%. 3 minuti di delirio collettivo suggellati  alla fine dal MAJALE BELLO DEH del Fami che gonfia d'orgoglio i nostri cuori pisani! (Livorno merda nds). Interrompiamo la discesa a metà per evitare di perdere troppo dislivello e doversi poi risorbire per la terza volta lo SPAGHETTI. Cricetare non fa per noi.

Recuperiamo velocemente i circa 200 metri di dislivello e persi. Stavolta ci attardiamo sul piazzale dell'Arsenti. Il giro è ormai alla fine, non c'è più fretta, il cuore rallenta e lo sguardo finalmente si allarga.......la luce bassa che si riflette sulle rocce bianche, che sembrano ossa di dinosauri sepolti da tempo immemore, ci riporta ad uno stato primitivo: rituali tribali, versi gutturali, azzuffate, qualcuno brandisce un legno......un'inutile farsa per esorcizzare la paura di un sole morente. E' tempo di tornare a valle dalle nostre donne.


Il CICALINO FR ci accompagna in questo lungo commiato cullandoci nelle sue infinite curve e tagliando, in una pericolosa alternanza di luce e ombra, radure e boschetti. Nessun ingrediente nuovo ma tutto condito alla perfezione. Stavolta il trenino è compatto e scorre giù veloce perdendo rapidamente quota. Facciamo solo una breve sosta sul finale per disincagliare il Fami da una sponda terrosa; niente più bestemmie o scene isteriche alla John McEnroe con bici che volano per aria, il Fami 2.0 sorride, rimonta in sella e, baciato dal Sole, si beve quel che resta della giornata.......una giornata giunta al termine ma che ha il sapore di un nuovo inizio! (mi sto già toccando i coglioni).


35.7km 1340m+











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